1. Il Calice giusto
  2. La storia
  3. La scelta
  4. I motivi

Il calice Giusto

Pag. 4 di 4

I Motivi

In vino veritas
in aquam menzognam

La forma del calice, come risultato finale, chiama in causa, per l'esame del vino, tutti i nostri sensi:

  • la vista esamina il vino fin dal momento in cui lo si mesce: gli occhi pregustano quello che si berra';
  • il tatto sente la temperatura: un vino bianco sara' fresco, un vino rosso sara' a temperatura ambiente;
  • l'odorato apprezza gli aromi: il naso e' portato sul calice il tempo necessario per cogliere le varie sfumature del bouquet;
  • il gusto discerne i vari sapori del vino: essi esprimono il meglio se il vino e' degustato in un calice dalla forma allungata (calice INAO da degustazione)

In una tavola da buongustaio, e’ d’uso che l’acqua sia servita in bicchieri privi di gambo o stelo, in quanto l’acqua e’ meno importante del vino e non puo’ stare al suo stesso livello.

La scelta di un modello di calice, dipende da tipo di vino.
Comunque e' meglio usare calici con il gambo lungo perche' permette di tenere lontano le dita, evitando che il vino si riscaldi, oppure che apportino degli odori presenti sulle dita.

A tavola, dove il buongustaio e' alla ricerca del senso piu' puro di armonia, tra tovaglia, posate e fiori, il calice trova la sua massima espressione nelle varie forme utilizzate a seconda dei vini richiesti.

    Ecco in sintesi quelle che, seguendo criteri funzionali, permettono di apprezzare meglio il vino:
  • flute per vino spumante; se secco si beve in questa forma allungata di calice, poiche' permette di dare sfogo alle bollicine; se dolce, invece, puo' essere assaporato in un calice a forma di coppa;
  • calice slanciato per vini bianchi sapidi, vini rossi giovani e novelli ed i classici vini rossi mediamente invecchiati;
  • calice arrotondato ed allungato per mettere in evidenza il bouquet dei, vini bianchi frizzanti;
  • calice leggermente svasato per i vini rosati;
  • calice grande e panciuto: per i grandi vini rossi, austeri e molto invecchiati.
Questi calici possono essere utilizzati per ogni esigenza. Nei pranzi impegnativi se ne puo' ridurre il numero, lasciando solo quelli previsti per il menu. Possono essere limitati a due soli: uno per il vino (a calice) ed un secondo (a tumbler) per l'acqua. Il primo potra' essere cosi' cambiato man mano che si cambia vino. In questo caso la sostituzione del calice va effettuata prima di togliere quello contenente il vino servito in precedenza, e cosi' di seguito finche' occorre.

  1. Il Calice giusto
  2. La storia
  3. La scelta
  4. I motivi